Un pino di grosse dimensioni è caduto nella mattina del 19 marzo sulla carreggiata in via Cristoforo Colombo, all’intersezione con Viale Asia, a Roma. L’albero, cadendo, ha abbattuto un impianto semaforico e colpito due veicoli mentre una persona è rimasta ferita fortunatamente in maniera non grave.
Non è il primo pino, tra quelli presenti a lato della Cristoforo Colombo, che cedendo coinvolge e danneggia le auto. Nel 2023 il numero di crolli è stato tale, non solo di pini, da spingere la magistratura ad aprire un fascicolo d’inchiesta, ponendo sotto sequestro le piante protagoniste dei vari distacchi. Gli alberi, in una città che ne conta più di 315mila su aree pubbliche, richiedono cure ed interventi di valutazione di stabilità da parte degli agronomi.
Prendiamo ad esempio quanto accaduto nel 2015, quando l’albero oggetto del crollo era ancora in piedi e sembrava essere in buone condizioni. Tuttavia, nel corso degli anni, il suo tronco si era inclinato sempre più, manifestando segni evidenti di un danneggiamento delle radici. Un’analisi visiva accurata quindi, avrebbe potuto rivelare segni di deterioramento.
Nel Maggio del 2019 possiamo vedere ad occhio nudo come l’albero stia cominciando a palesare segnali di cedimento.
Nel 2023 invece appare già evidente che l’albero si fosse inclinato: la teoria più accreditata, quindi, è che fosse in corso un danneggiamento delle radici. Si poteva banalmente fare un’analisi visiva per valutare danni esterni evidenti o segni di attacchi di funghi, mentre con analisi più approfondite, si poteva sostenere una prova di trazione così da valutare la resistenza dell’albero.
I segnali quindi, erano abbastanza chiari: un intervento repentino avrebbe evitato un incidente del genere che avrebbe potuto avere conseguenze davvero molto più tragiche.
Il metodo endoterapico per contrastare la Toumeyella parvicornis per la salvaguardia dei pini non c’entra nulla con questo episodio. Un albero secco, prosciugato dall’insetto, rimane in piedi per anni.
L’endoterapia rimane l’unico vero strumento certificato capace di debellare la cocciniglia tartaruga.
Un intervento tempestivo avrebbe potuto prevenire il tragico crollo. Un’analisi più approfondita, magari supportata da prove di trazione per valutare la resistenza dell’albero, avrebbe potuto individuare i problemi nello stadio iniziale, consentendo di adottare le misure necessarie per evitare l’incidente.
È quindi cruciale invitare le persone a prendersi cura dei propri alberi, affidandoli a professionisti competenti e esperti. La manutenzione regolare e gli interventi preventivi possono garantire la sicurezza delle nostre case e delle nostre famiglie. Non lasciamo che la paura del crollo degli alberi ci opprima, ma agiamo con prudenza e responsabilità per assicurare un ambiente sicuro e sereno.
Perché aspettare che un albero cada per intervenire?
Proteggiamo il nostro patrimonio verde, affidandolo a chi ne comprende la delicatezza e l’importanza. Contattaci oggi stesso per un controllo approfondito dei tuoi alberi, perché la tua sicurezza è la nostra priorità.
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