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Dopo il punteruolo rosso che ha decimato le palme italiane, un nuovo insetto minaccia il patrimonio arboreo dei pini: la Toumeyella parvicornis.

Detta volgarmente anche “cocciniglia tartaruga del pino“, questo parassita, si sta rapidamente diffondendo in tutto l’areale del pino domestico decimandoli completamente.

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È un parassita che punge e succhia la linfa dai rami giovani, provocando una riduzione nel vigore degli alberi fino al deperimento delle piante attaccate e quindi, di conseguenza, alla morte del pino.

Toumeyella parvicornis: le origini

L’insetto, che nell’area d’origine (Nord America) è tenuto a bada dalle basse temperature e dagli insetti antagonisti locali , alle nostre latitudini ha trovato terreno fertile dove proliferare, soprattutto d’estate. Prova della sua presenza è la melata, una sostanza zuccherina e appiccicosa, che la cocciniglia espelle dopo essersi nutrita della linfa delle piante, dicono gli agronomi. 

L’emergenza nazionale

Per questa emergenza, pare che il Comune di Roma abbia stanziato cinque milioni di euro per salvare 51mila pini.

I primi attacchi sono stati nel quartiere Mostacciano Eur ma oggi, ormai, il problema è di respiro nazionale.

Come venirne fuori?

Al momento non esistono prodotti autorizzati, risolutivi e regolamentati da direttive: il trattamento in endoterapia – con lo stesso prodotto contro la processionaria – però, pare stia riscontrando molto successo. Nello stesso Comune di Roma sono state fatte prove su 300 pini e dopo due anni si sono visti progressi incredibili nel contenimento dell’infestazione.

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